Multe Ricevute Fatture Scontrini e Bollette: per quanto tempo conservarli?

I documenti fiscali o che attestano l’avvenuto pagamento di una bolletta di un’utenza energetica vanno conservati per uno specifico periodo imposto dalla legge per consentire eventuali controlli. Vediamo per quanti anni vanno tenuti in casa.

 

Per quanto tempo conservare scontrini, bollette, fatture e multe

Nella quotidianità è necessario fare i conti con tantissime tipologie di documenti fiscali e non solo. Si pensi, ad esempio, ai modelli F24 per il pagamento delle tasse in sede di dichiarazione redditi oppure alle utenze energetiche che mensilmente vanno pagate. Insomma, c’è un mare di scontrini fiscali, bollette, multe, fatture e quant’altro che andrebbero conservate con massima attenzione per evitare spiacevoli situazioni. Infatti, potrebbe accadere che dopo qualche mese oppure anno vengano previsti dei controlli fiscali per cui il cittadino deve necessariamente dimostrare di aver pagato attraverso questi documenti che spesso sono cartacei. Inoltre, si fa una certa confusione sulle tempistiche massime previste dalla legge. Fortunatamente ci sono delle normative che stabiliscono per ogni genere di documento quale sia il tempo massimo entro il quale possono essere fatti dei controlli e che, quindi, vanno conservati in casa magari in formato digitale su un personal computer.

 

Una guida pratica per conoscere le tempistiche

Vista la tanta confusione e le poche informazioni disponibili per capire quanto tempo vanno conservati ricevute e scontrini, cerchiamo di fare un po’ il punto della situazione. Occorre innanzitutto essere attenti e precisi perché in caso di controlli potrebbero arrivare pesanti sanzioni. I controlli non sono soltanto quelli che vengono svolti dalla Guardia di Finanza, ma prevedono anche gli interventi da parte dell’Agenzia delle Entrate che ha a disposizione diversi anni per verificare l’esattezza di una dichiarazione fiscale e il pagamento di una rata dei contributi. Queste lunghe tempistiche sono complesse da gestire, soprattutto per chi non conosce nel merito le normative di legge. Se si deciderà di conservare tutto, c’è il rischio di ritrovarsi a fare i conti con una montagna di documenti che non fanno altro che aumentare la confusione e il problema.

 

Fino a quando conservare le bollette per utenze energetiche

Per le bollette, che vanno pagate periodicamente per le varie utenze energetiche come la luce, acqua, gas e la telefonia, le attuali normative impongono un periodo di conservazione di cinque anni dalla scadenza. Questa potrebbe apparire come una contraddizione visto che è attiva una normativa che prevede la prescrizione ridotta a due anni. Cinque anni sono anche richiesti per quanto riguarda le ricevute di pagamento del mutuo e per tutte quelle documentazioni che vengono utilizzate in sede di dichiarazione dei redditi allo scopo di ottenere una detrazione fiscale per un intervento di ristrutturazione, la sicurezza in casa e abbattere le barriere architettoniche. Questo significa che tutti i documenti necessari per dimostrare il diritto di accedere ad agevolazioni fiscali di varia natura vanno conservati gelosamente per almeno cinque anni.

 

Multe, scontrini dei farmaci e imposte locali

Per quanto riguarda le multe dovute a un’infrazione commessa durante la guida del proprio autoveicolo, la ricevuta di pagamento va conservata per cinque anni. Lo stesso vale per gli scontrini che vengono emessi in ragione dell’acquisto di farmaci e che vengono evidentemente utilizzati per ottenere delle detrazioni fiscali a fini Irpef. Anche le ricevute che riguardano le imposte locali come l’IMU, devono essere tenute nel proprio cassetto per 5 anni allo scopo di scongiurare il rischio di ritrovarsi con un controllo da parte degli organi proposti senza poter dimostrare l’avvenuto pagamento. Le stesse tempistiche sono state imposte per tante altre tipologie di fatture e di pagamenti come le rette delle mense scolastiche oppure per frequentare dei corsi, il premio assicurativo dovuta a una polizza RCA e con altre tipologie di coperture.

 

Gli altri documenti fiscali e non solo

Ci sono poi delle differenze per quanto riguarda altre tipologie di documenti fiscali come, ad esempio, quelli che vengono pagati alla regione. Nel caso specifico si parla del bollo auto che va conservato per un periodo massimo di tre anni. Le stesse tempistiche sono previste per le parcelle pagate per servizi di natura professionale come quelli svolti da ingegneri, architetti, avvocati e medici. Le fatture pagate per servizi nel settore del turismo e della ristorazione vanno invece conservati per sei mesi perché questo è il tempo che mette a disposizione la legge per i titolari nel caso volessero proporre dei solleciti per pagamenti che non risultano pagati. Le bolle delle spedizioni vanno conservate per 18 mesi, mentre il Modello Unico e il 730 va tenuto nel cassetto in un posto sicuro per almeno 7 anni perché l’Agenzia delle Entrate si può riservare di effettuare eventuali controlli entro questo lasso temporale. Infine per tutti i pagamenti previsti per l’IRPEF, IVA e IRAP anche per quanto riguarda gli atti notarili, i rogiti, gli atti di matrimonio e quant’altro, il tempo di conservazione si allunga fino a 10 anni.

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