Agevolazioni fiscali novità 2024 per il Lavoratore che rientra dall’estero

Per questo 2024 sono previste importanti agevolazioni per i lavoratori che rientrano dall’estero. Scopriamo insieme quali sono le novità che sono state introdotte dal decreto legislativo numero 209/23.

 

Le agevolazioni 2024 per i lavoratori che rientrano dall’estero

Il cosiddetto Decreto Internalizzazione e in particolare l’articolo 5 prevede delle importanti novità per quanto riguarda le agevolazioni e le modalità relative al regime dei lavoratori impatriati in Italia. In sostanza si parla di operatori che fanno rientro nel nostro Paese e che possono accedere ad una serie di sgravi soprattutto ai fini Irpef. Precedentemente era in vigore l’articolo 16 del Decreto Legislativo numero 147/15 abrogato proprio nel 2023 per cui non più applicabile per i rientri che avvengono in Italia a partire dall’anno 2024. Ci sono delle novità importanti con la normativa che è stata modificata in maniera sostanziale. La più importante riguarda la detassazione del 50% per tutti i lavoratori che rientrano dopo tre anni di residenza fiscale all’estero qualora vengano soddisfatti ulteriori requisiti. La detrazione può salire al 60% nel caso ci siano dei figli minori.

 

Requisiti per accedere alle agevolazioni

Per poter sfruttare una detassazione del 50% del reddito imponibile è necessario soddisfare determinati requisiti e vincoli. Innanzitutto, il lavoratore deve rimpatriare nel 2024 e questo significa che deve avvenire dal punto di vista burocratico il trasferimento della residenza in uno dei comuni presenti sul territorio italiano. Il secondo requisito riguarda l’entità temporale della residenza all’estero che deve essere stata di almeno tre anni. Tuttavia, diventano sei anni nel caso in cui il lavoratore continua ad operare per conto dello stesso datore. Si arriva ai sette anni se il lavoratore è stato precedentemente in Italia sempre con la stessa azienda. Quest’ultima casistica riguarda i dipendenti che hanno offerto le loro prestazioni in Italia per un piccolo periodo di tempo senza richiedere il trasferimento della residenza.

Ci sono in aggiunta ulteriori requisiti da dover soddisfare come un impegno formale nel risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni successivi. In aggiunta, la prestazione lavorativa deve avvenire prevalentemente sul territorio nostrano e i lavoratori devono essere comunque in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o di specializzazione. Questi vengono stabiliti dall’articolo numero 108 del Decreto Legislativo emanato in data 28 giugno 2012 e dall’articolo numero 206 del Decreto Legislativo del 9 novembre 2007.

 

Beneficiari delle nove agevolazioni

Un’agevolazione al 50% in termini Irpef per i successivi cinque anni è certamente una straordinaria opportunità di sgravio. Tuttavia le normative prevedono che vi possano accedere soltanto una platea di beneficiari. In pratica ci sono degli aspetti burocratici che vanno soddisfatti. Il primo riguarda l’essere cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero. In alternativa è indispensabile che la permanenza e la residenza in un altro Stato sia stata gestita secondo quanto stabilito da una convenzione che contrasti le doppie imposizioni sui redditi. Per quanto concerne invece le attività lavorative svolte non ci sono particolari restrizioni purché i redditi oggetto dell’agevolazione siano derivati da lavoro dipendente oppure dai redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Qualora si dovesse trattare di redditi dovuti da lavoro autonomo devono essere derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

 

Come funziona l’agevolazione per i lavoratori che rientrano dal 2024

L’agevolazione fiscale prevista per i lavoratori che rientrano a partire dall’anno 2024 in Italia, secondo le modalità previste in precedenza, viene proposta in un’aliquota del 50% per i successivi cinque anni. Ci sono però dei limiti che riguardano il massimo reddito agevolabile: su base annua è fissato a 600 mila euro. Per la parte eccedente questa soglia viene evidentemente applicata la tassazione ordinaria. Ad esempio, se un dipendente ha conseguito nel corso dell’anno solare un reddito di 650 mila euro, per 600 mila euro viene applicata l’agevolazione al 50% mentre per i restanti 50 mila viene prevista la tassazione attualmente vigente sul territorio nazionale. Da rimarcare che se il lavoratore dovesse avere nel proprio stato di famiglia almeno un figlio minore allora la detrazione del reddito verrebbe ulteriormente sgravata e si arriverebbe a una aliquota del 60%. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale agevolazione può essere attivata anche per coppie che diventeranno genitori oppure che stanno prendendo in considerazione l’opportunità di adottare un minore durante il periodo in cui la stessa agevolazione può essere attivata. Ovviamente è indispensabile che anche per il minore abbia residenza fiscale in Italia per tutto il periodo di interesse.

Un’ulteriore novità riguarda la possibile proroga dell’agevolazione per un triennio aggiuntivo. Questa opportunità però al momento è prevista soltanto in caso di trasferimento della residenza anagrafica durante il 2024 e di acquisto di un immobile residenziale adibito a prima casa entro i 12 mesi che precedono il trasferimento in Italia. Infine, per quanto riguarda il requisito di elevata specializzazione e qualificazione dei lavoratori che rientrano in Italia, le normative attualmente non impongono un collegamento tra la tipologia di laurea in possesso e l’attività che effettivamente viene svolta. Per questo e per altri quesiti collegati si fa comunque riferimento alla circolare numero 17/E/2017 pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

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